Visualizzazione post con etichetta fotografia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fotografia. Mostra tutti i post

mercoledì 10 gennaio 2018

I bambini, le immagini, la consapevolezza e la paura

Non so cosa sia successo in questi ultimi giorni, probabilmente qualcosa di brutto connesso alla pubblicazione incauta di fotografie di bambini in rete. Magari andrò a vedere, ma non smetterei di considerare miopi e controproducenti le argomentazioni con cui alcune maestre su facebook affermano - se non ho capito male, e comunque sono discorsi che spesso si sentono - che mai si dovrebbero pubblicare immagini di bambini da dentro la scuola e che le colleghe che lo fanno, "liberatorie" o no, sono delle incoscienti, e cose del genere. Allibisco e, francamente, ho paura!
Nel mondo i pericoli sono ovunque, per tutti. Ma nessuno si sogna di dire che va abolita la circolazione stradale perché un bambino è andato sotto una macchina, né ci sono crociate contro le settimane bianche, perché dei "minori" sono finiti sepolti da una valanga. Si insegna ai bambini e agli adulti che ne hanno responsabilità il modo corretto di attraversare la strada, così come le regole di comportamento in montagna, e si accetta in definitiva, come società nel suo complesso, che in certi casi la prudenza e l'insegnamento possano non bastare, perché qualcuno sbaglia, o succedono cose che per una ragione o l'altra sfuggono al controllo. Conseguenze non sempre positive del mondo fisico, mentale, naturale e sociale in cui viviamo.

Perché allora questo accanimento proprio contro le immagini, come se da lì venisse il pericolo più grande per nostri piccoli? Che è tanto più curioso tra l'altro, in tempi in cui le telecamere di sorveglianza sono ovunque e addirittura qualcuno propone di metterle in tutte le aule scolastiche, dopo i noti casi di maltrattamenti di bambini da parte di alcune maestre.
Viviamo in una "società dell'immagine" in cui proprio la scuola, che in certi casi pretende di "difendere" i propri alunni rendendoli invisibili (divieto assoluto di fotografare, filmare, ritrarre a matita o a carboncino, perché chissà cosa potrebbe succedere!), ha la grossa, enorme responsabilità di non avere educato intere generazioni al consumo, gestione, produzione dell'immagine, che da decenni è l'alfabeto universale del pianeta. Per cui moltissimi tra quelli che ogni giorno inondano i social network con miliardi di fotografie e di video, protagonisti analfabeti della società dell'informazione, lo fanno con lo stesso atteggiamento inconsapevole e naif di chi negli anni Settanta mostrava rullini da 36 pose o filmini super 8 ad amici e parenti, improvvisando, senza avere ricevuto nemmeno un minimo delle basi culturali necessarie. Perché tutti invece oggi siamo produttori di informazione, di fronte virtualmente al mondo intero, e la trasciniamo ai livelli più bassi, l'informazione, girando video sistematicamente verticali, non accorgendoci quando sono trasmessi nel formato sbagliato, pubblicando su youtube anche porcherie immonde (qualitativamente parlando) senza prima non solo averle montate, ma spesso nemmeno guardate!
E che tutto questo non c'entri niente con l'imbarbarimento generale nella politica e nella cultura, con il "potere" sempre più in mano agli analfabeti, andate a raccontarlo a qualcun altro. In questo cresciamo e viviamo, e questo alla fine produciamo!

Un video in cui i bambini sono protagonisti, ma non si vedono!
La mia idea è che non di nascondere i nostri bambini avremmo bisogno, ma viceversa proprio di vedere e conoscere molto di più, come opinione pubblica, le loro facce vere, i loro sorrisi, le loro emozioni autentiche, la loro capacità magari di proporre alternative al mondo falso e ipocrita a cui ci stiamo tristemente assuefacendo, oltre gli stereotipi avvilenti tipo “nativi digitali” e la ben più triste realtà di cuccioli di consumatori che crescono soli in un contesto asociale di incertezza e paura, di fuga sistematica, spesso attraverso un irrigidimento burocratico improvvisato e ottuso, dalle responsabilità vere, senza più sistemi di valori, e dove anche la tanto decantata “tecnologia”, invece di cambiarci la vita, è per i più soltanto un insieme senza senso di oggetti di consumo sconnessi e scollegati tra di loro (i video che si girano con i telefonini non si guardano nel televisore!), da esibire senza bisogno capire. Mentre ci roviniamo la vita costruendoci paure su problemi che magari esistono, ma che presi ognuno fuori da un contesto globale, diventano incubi e paranoie devastanti: gli immigrati, i pedofili, l'euro!
Così succede che i ragazzi fino a 14 anni devono per legge essere accompagnati e “ritirati” da scuola, e a 14 anni e un giorno gli si compra la scooter! E in quanto “minori” vengono rigorosamente ritenuti da “proteggere” dalle loro immagini, salvo poi scoprire con sconcerto che tra gli adolescenti non pochi fotografano, filmano e diffondono in rete foto e video di se stessi nudi o addirittura mentre fanno sesso.
Come i ragazzi sono e sanno non può essere sempre raccontato da altri
Posto che nessuno ha una ricetta valida per tutto, io personalmente credo che vada incoraggiato l'uso consapevole dei mezzi audiovisivi da parte dei bambini e dei ragazzi in prima persona, anche nella scuola, senza diffondere immagini di se stessi allegramente sempre e ovunque, ma imparando a capire, facendolo, come si producono le immagini e che senso ha pubblicarle, sapendo che ci sono pericoli nella rete così come ci sono nella città reale e nella strada, e intanto però partecipando da protagonisti veri alla società dell'informazione, con una presenza viva che può fare solo bene, oltre il fatto di essere considerati “minori” che non avrebbero comunque nulla di significativo da dire, e oltre le paranoie di adulti che ancora si illudono che i pericoli si possano evitare costruendoci attorno dei “muri”.

lunedì 4 aprile 2016

Ebook "Mosche", scaricabile gratis!

Oggi apre la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. Io ci faccio un salto domani e così non corro il rischio di imbattermi nel ministro Franceschini (la cui pagina di attività, mentre scrivo, è ferma a gennaio!)
Lì sarà soprattutto una festa di libri di carta che, soprattutto quelli destinati ai ragazzi, non sono destinati a morire, no, proprio no!
La ragione per cui la seconda edizione del mio libro di fotografia, scienza e poesia Le Mosche esce in formato elettronico non è però solo economica (niente costi di stampa e di distribuzione, dite poco?)
Gli ebook della collana contengono link alla rete, voci di Wikipedia, ma anche qua e là qualche video, collegamenti ipertestuali tra le pagine e altro. Il libro elettronico, specialmente se non è di narrativa, è dinamico e consente operazioni in lettura e in scrittura assolutamente impensabili con un libro di carta. Ma soprattutto, me li sono praticamente fatti da solo, utilizzando le mie fotografie, impaginandolo con un software che cosa pochi euro, ed è evidentemente una cosa che, più o meno bene, possono fare tutti.
Chissà perché, questa cosa che con gli ebook possiamo essere tutti editori, tutto sommato si parla molto poco. Forse perché è un'innovazione, una possibile rivoluzione vera?

Il libro Mosche si può scaricare GRATIS!
A parte le rime che ho scritto, la parte scientifica deriva dal lavoro fatto negli anni con i bambini e tiene conto di quello che a loro piace, che gli interessa e li appassiona, avendo utilizzato la tecnologia in modo attivo e legato all'esperienza delle persone, più che non alle mode del marketing!. Le fotografie sono fatte con macchine assolutamente non professionali (anche questa è un'altra “rivoluzione” a portata di mano e che quindi non dobbiamo conoscere!) e in definitiva, la “lezione” sarebbe che libri come questo o come altri che possono servire, anche per la didattica, le scuole, per esempio, se li possono fare per conto proprio (ecco perché non se ne parla, se si diffondo la voce guai!).

Argomenti troppo complicati e importanti. E allora, ricordando che gli sugli insetti fanno parte di un più complessivo progetto condiviso che finalmente ore sta per diventare grande, Il Museo Virtuale dei Piccoli Animali, chiudo con la filastrocca del moscone, qui ritratto due volte (l'altro con gli occhi verdi è uno splendido tafano!) che nel libro sta a pagina 6.

Tante volte lo incontro nero e grosso
ronzare rumoroso a più non posso
picchiare la finestra contro il vetro
perché non sa che non si passa dietro.
Non pensavo guardando da vicino
di scoprire un moscone juventino!
È a strisce e a quadretti bianchi e neri
ha gli occhi rossi che non paion veri
i peli dritti sulla groppa e il sedere
che cosa mai mi tocca di vedere!
Eppure anche lui in fondo ha un cuore
quando tranquillo si posa su un fiore.


martedì 9 settembre 2014

La meravigliosa adunanza presso l’edera in fiore

In questi giorni sto finalmente mettendo ordine nelle “gallerie” del Museo Virtuale dei Piccoli Animali, convertendole anche da Flash a Java. Questo rende i contenuti più accessibili, anche dai tablet che con Flash non si ritrovano più!
Una delle ragioni principali per cui l’idea del “museo” nel tempo è piaciuta (a proposito, siamo sempre in cerca di collaborazioni e sponsor!) e ha trovato spazio in pubblicazioni anche internazionali e di prestigio, credo stia nel fatto che mette d’accordo in modo semplice e immediato la natura e la tecnologia.
Si cercano insetti e ragni nel cortile della scuola (che dopo per i bambini non sarà più lo stesso!), li si “cattura” con fotografie e video (anche chi non lo ha mai fatto, ottiene spesso risultati sorprendenti!), li si osserva nello splendore del macro e poi si condividono i documenti in rete. Senza contare l’entusiasmo, la sorpresa e la meraviglia, l’interesse duraturo dei bambini, che poi ricercano, disegnano, raccontano, e spesso insieme convergono verso conclusioni scientificamente ineccepibili (“le api succhiano e le vespe tagliano!” Parola dei bambini di prima elementare, e degli scienziati!)

Piccoli animali si trovano dappertutto, ma ci sono ambienti dove più volentieri  si danno convegno. Se noi li ci appostiamo e osserviamo, sarà meglio che leggere un libro, che navigare su internet: arriveranno in tanti a incontrarci, stupirci, meravigliarci, veri, vivi e presenti. E l’occhio, l’orecchio a volte, la videocamera o la macchina fotografica con l’ obiettivo macro (cose non più da professionisti, ma da bambini ormai, da parecchio tempo e anzi, a volte meno ci si “aggiorna” seguendo i capricci del mercato, e meglio è!) moltiplicheranno la nostra capacità di vedere e di ricordare.
Così, per esempio, molti insetti diversi visitano i fiori di lavanda, così come ricca e differenziata è la folla che si dà convegno sulle ombrellifere.
Nella mia esperienza empirica, un ambiente che favorisce un’osservazione comoda e ricca è l’edera in fiore. Sta abbarbicata in quantità sul muro o sul cancello, non occorre neanche muoversi e spostarsi, ma basta avere pazienza e aspettare. A parte gli ospiti “fissi”, come ragni e cimici, è un continuo volo di api e vespe di ogni foggia e dimensione, e mosche tante e diverse da non credere. Arrivano, si spostano velocemente, non sono sempre agevoli da fotografare, ma facilmente ritorneranno.

Con le macchine digitali conviene scattare tanto, tantissimo. Non costa niente e non solo avremo più possibilità di ottenere immagini soddisfacenti, ma spesso ci capiterà di scoprire, rivedendo in grande, particolari che proprio non ci aspettavamo. Come gli occhi bianchi punteggiati di rosso dell’ Eristalinus sepulchralis (e chi se l’aspettava? E che razza di nome gli hanno dato!)

Il calabrone che si “pettina” era su un’altra edera alcuni anni fa, mentre ieri ho cercato di prenderne uno in volo, e anche se mossa l’immagine è suggestiva. Davanti all’edera in fiore, il suo volo si annuncia e si sente, si impone con un forte ronzio. Ma quasi altrettanto rumore fa anche la grossa mosca che lo imita, la Volucella zonaria!

lunedì 2 giugno 2014

Il falso calabrone in fuga

C’è una cosa che ripeto spesso: una cosa bella di questo tempo presente è che, quando si è lì che sembra di non riuscire a dipanare la matassa delle cose da fare, troppe e troppo complicate, e incombe il panico, oggi ci si può fermare, staccare, fare assolutamente altro. Quando si riparte, con rinnovata lucidità mentale, abbiamo la possibilità, un tempo negata, di far correre le macchine, i computer, la rete. E non solo si recupera, ma si fa anche meglio! Almeno, così potrebbe essere!
Così, ieri mattina mollo tutti gli arretrati ed esco in bici, per una salita domestica ma vera (con passo tranquillo, ma mi manca ancora l’ultimo chilometro!)
Nel pomeriggio, lavoro un po’ e poi di nuovo fuori, a piedi, nelle aree verdi intorno a casa, a vedere se riesco a catturare qualche immagine in solitaria (cioè, non con i bambini, che sono meravigliosi e trovano davvero di tutto, ma è un tantino faticoso!).
Sono lì che mi sto districando tra cimici con la maglietta del Milan e altre dalle antenne nodose e robuste, api vere e “travestite”, quando vedo questa bestia enorme con il becco giallo da calabrone, che però assolutamente non è un calabrone!
Sarà la mia familiarità molto tardiva con i piccoli animali, sarà che sono abituato all’entusiasmo dei bambini, ma io in questi casi un po’ mi emoziono!  Riesco a fotografare da lontano, poi un po’ più da vicino, ma la mosca sirfide in questione è sfuggente, scappa, non resta sui fiori come certe sue colleghe che da vicino si offrono all’obiettivo con relativa facilità.
Sto in appostamento a lungo presso il cespuglio di ombrellifere, la ritrovo, la riperdo sistematicamente, e qui pubblico allora quel poco che sono riuscito a ottenere.
Cerco in rete: “Syrphidae, calabrone, hornet”. Dovrebbe essere una Volucella zonaria, ma imparo che esiste anche una Milesia crabroniformis ancora più inquietante. Interessante!

venerdì 27 dicembre 2013

Le linguacce della moschina

Non è solo che ci sto lavorando e pubblicando ebook, ma questa storia di cercare, fotografare, filmare gli insetti insieme con i bambini ha anche un forte valore diciamo pure “simbolico” generale. Intanto, è la verifica non in base a teorie astratte, statistiche o postulati, ma nel vivo di esperienze concrete che si ripetono ogni giorno, che i bambini dell'anno 2013 si entusiasmano con cavallette, ragni e lucertole esattamente come i loro padri e i loro nonni quando erano bambini!
Ma quanti insetti trovano!” è il commento meravigliato della maestra. E anche questa è una conferma: si raduna più materiale in mezz'ora sguinzagliando i bambini, che in settimane di preparazione prima da parte dell'insegnante. Il gruppo di bambini ci mette quel qualcosa in più che aiuta anche l'adulto a vedere, a muoversi meglio. Qualcuno magari annuncerebbe la nascita di una generazioni di “nativi entomologi”!

Piccolo trucco di accelerazione prima. La stessa maestra, anche se c'è qualche rischio di pioggia, consiglia la collega di non uscire subito, ma di passare prima la mezz'oretta prevista a vedere ingranditi nella proiezione le foto e i video degli animaletti scoperti da altri gruppi di bambini. Perché è una cosa che motiva, che dà la carica. Dopo aver visto le immagini che si possono ottenere (e ascoltato nelle voci l'emozione e la gioia dei loro coetanei), i bambini uscendo non hanno esitazioni e sanno già istintivamente cosa fare e dove indirizzare gli obiettivi di macchine fotografiche e videocamere.

Se avessi un qualche interesse personale o mi piacesse giocare con i luoghi comuni, le generalizzazioni, le deduzioni che a comando e secondo convenienza trasformano il particolare occasionale nel tutto generale, potrei coniare una nuova definizione, che magari acchiappa, tipo: nativi esploratori, nativi documentaristi, nativi fotografi!
Preferisco invece continuare a usare una parola molto più semplice e vera: bambini! E insieme con loro divertirmi e stupire della moschina in abito da vespa, che gira la testa, mi guarda e fa una linguaccia!

lunedì 3 giugno 2013

Como las fotos de los viejos campesinos

Me acuerdo un día de mi juventud, estudiante, en visita en Venecia, todo lleno con la Mostra del Cinema y la Regata Storica y los hoteles de toda manera para nosotros demasiado caros, estábamos con nuestros sacos de dormir en la estación de trenes. Llega un policía severo y gentil que dice: “Aquí no se puede, pero de la otra parte del canal...” Así, bajo un frontón histórico de una iglesia, nos despertamos a las seis de la mañana con los primeros turistas japoneses que ya van tirando fotos de nosotros!
Veloz, traigo de la mochila mi cámara y digo al turista: “Yo también quiero tirar una foto de ti!” Y el, pasando de sujeto a objeto de la fotografía, se pone sonriendo en posición de firmes. ¿Como? Tu, japones con gafas y cámara, que a nuestros ojos de la fin de los Setentas representas algo come un
nativo fotográfico”, cuando yo te hago la foto te pones posando como los campesinos, con su visión antigua de la imagen fotográfica, fija, frontal, monumental?

Los tiempos de los hombres no están siempre de acuerdo con los de la tecnología, incluso cuando parece que sea familiar y cotidiana.
Estaba mirando vídeos de escuelas de España y Latino America para el concurso de Teleclip TV. Tal vez usan programas de montaje con títulos y efectos... Pero en las tomas, si algunos son buenos, muchos parece que delante del vídeo se pongan como los campesinos retratos en el daguerrotipo, como el turista japones con mi réflex! Frontales, en plano secuencia, sin la idea que se pueda aplicar a nuestros vídeos “caseros” la “gramática” de la televisión, o que nuestros productos se puedan hacer un poquito mejor.
Cuanto cabe para que los niños de hoy comprendan los “secretos” de un vídeo de buena calidad?
Trípode o tomas que no tremolen, breves, con cambios de perspectiva... 10, 20 minutos? Lo compruebo todos los días desde 30 años! Y pero parece que en una entera vida escolar aquellos 20 minutos no pasen jamás... No pasaban y ahora que el vídeo es “obsoleto” no pasarán!
Así en nuestra sociedad el lenguaje que domina de facto la cultura, el costumbre, la política del mundo entero no es de verdad conocido por las personas, de todas las edades, que generalmente lo saben leer mal y no lo saben escribir. Pero el “futuro” ya está en el digital, la web, el “cloud”. Que todos seguro sabemos de que se trata! ¿Seguro?

Veo ahora el vídeo de los ensayos de teatro hecho por lo niños del cuarto grado, los que el año pasado hicieron Trasformamela. No han trabajado mucho en los filmes, hay nuevos que nunca lo hicieron. Pero no quieren trabajar sin trípode y con atención toman, se dan consejos, tratan de acercar el punto de vista, hacen panorámicas perfectas: más de 2 horas y media, y el espectador no se aburre.
Simplemente, hemos visto juntos como se puede grabar imágenes buenas, como las de la televisión, y ahora lo hacen. ¿Demasiado fácil?

venerdì 31 maggio 2013

Bambini e insetti, ancora, per fortuna!

Alla fine questa volta abbiamo usato anche la LIM! L'abbiamo usata per lo più come proiettore ma, quando si è trattato di mettere le 4 figure di insetti sullo schermo per poterli disegnare, c'è stata anche questa possibilità nuova di mettere in ordine le immagini invece che da computer direttamente spostandole con la mano sullo schermo: bambini, va bene così? Carino!
In realtà, ci vogliono questi momenti in cui i bambini si scatenato entusiasti nel giardino dietro a un ragno o a una mosca, urlanti, corporei, così poco “digitali”, a ridare un po' di speranza nella possibilità di fare una scuola di qualità basata sulle persone, cittadini attivi nel loro territorio, che apprendono, producono e usano anche la tecnologia, ma non si fanno imbrigliare, espropriare, dettare il come, il quando e il cosa, spesso senza nemmeno avere capito di che cosa si tratta.
Questa idea che milioni di utenti con competenze anche scarse o quasi nulle, che non hanno idea di come si mettono in ordine i dati dentro un disco rigido, non dico per selezionarli e magari elaborarne qualcuno, ma anche solo per saperli ritrovare, l'idea che utenti di questo tipo vengano mandati in massa nel “cloud”, perché ormai ti tolgono anche i DVD dai personal computer, mi suona come uno dei più colossali raggiri della storia dell'umanità. E prepara a tempi in cui il 90% delle risorse informatiche del pianeta, server, rete, elettricità, saranno dedicate a gestire spazzatura, senza neppure uno straccio di preliminare “raccolta differenziata”!

Bando però oggi alle tristezze. Un modo tutto diverso, nostro, consapevole, attivo, produttivo, culturalmente innovativo è possibile, facile, immediato, e tutti lo possono provare.
I bambini di seconda come sempre si sono fiondati nel giardino con un entusiasmo incredibile. Abbiamo usato le risorse digitali fotografia e video, per ricordare nei particolari i piccoli gli animaletti che abbiamo trovato, e anche i gesti, le voci, l'interazione dei bambini tra di loro, con la maestra, con me. Abbiamo messo insieme scienza ed emozione, anche questa volta scoprendo qualcosa di nuovo e “sconosciuto”: l'anno scorso le “pupe” delle coccinelle e quest'anno una mosca dalle ali colorate di preziosi ricami.
Poi abbiamo usato altre risorse digitali, il pc e la LIM (ma anche un proiettore andava bene!) e le casse acustiche per vedere e ascoltare. E' stato un po' più noioso che muoversi nel giardino, ma i bambini hanno fatto col disegno copia “quasi dal vivo” di alcuni animaletti.
Poi useremo la risorsa digitale della rete “leggendo”, in questo caso per esempio per andare a capire (aiutandoci anche con i libri) come si chiama il coleottero qui raffigurato, conoscere la sua famiglia, ma anche scrivendo, perché, dalle esplorazioni di tanti bambini, di tante scuole diverse, anche in diverse parti del mondo, stiamo costruendo su internet il Museo Virtuale dei Piccoli Animali.


E questo è un mondo “digitale” che non solo non fa paura e non ci costringe a correre continuamente dietro alle “novità” del mercato, ma anche subito ci può aiutare nella comprensione del mondo in cui viviamo, di quello che materialmente “tocchiamo”, non solo schermi, ma anche essere viventi

venerdì 7 dicembre 2012

Our weird pictures on line

As a professional working with children from more than 30 years using every kind of technology, my strong belief is that nowadays very young generations probably need more meadows to run than tablets to touch, in spite of that the conformists think, the huge crowd of flat, market dependent, dull and sad people of the “common” sense!
Personally, I do this way. If in a theory or description I recognise something of the the children I know, I consider that ideas worth of attention. If not, probable other reasons actually drive them.

I have not met Paola in person yet. She should have come to the meeting in Brescia last June, but then it changed its shape and dates and she couldn't. However, I know she works very well, as a teacher interested in a school true and alive. She too deals with technology, at high levels, but one feels that at the centre of every activity she puts the children, as playing and imagining people, far from the stereotypes. This is what I perceive when exchanging ideas and esperiences with her.
From her class a good example of how the caution and the need of respecting privacy publishing photos on line, can be not an may be not an obstacle, but an opportunity to do things even better and with more creativity, and not only with digital solutions!


venerdì 5 ottobre 2012

Ancora in mostra i “Concittadini inaspettati”

Non so se faccia propriamente notizia, ma ai bambini quelle foto macro di insetti e bacherozzi piacciono sempre, e vedo che anche fuori dalla loro cerchia tutto sommato interessano, e drizzano l'orecchio educatori, intellettuali abitualmente distratti, perfino giornalisti forse annoiati dalla banalità della solita cronaca, politica, nera o sportiva che sia!
Già, a volte basta poco per portare l'attenzione verso qualcosa di diverso dalla finta realtà che finge di appassionarci in televisione, dalla tecnologia non usata ma contemplata ed esibita per moda, dalle possibilità immense di comunicazione consumate in riti di quotidiana inutilità, ormai arresi come siamo e rassegnati all'ineluttabilità delle crisi, economica, ambientale, sociale, umana. E quando questo poco si manifesta, allora molte persone istintivamente si scuotono e ritrovano la molla potente della curiosità.

Si comincia uscendo e guardandosi attorno, e i luoghi quotidiani diventano interessanti quando troviamo l'insetto, non solo quello strano, insolito, raro, ma anche le banali mosche o formiche, che osservate così da vicino non sono poi affatto banali e rivelano dettagli sorprendenti nelle riprese macro, anche quelle a volte sorprendentemente facili, in fotografia e in video.
Ecco che il “gadget” digitale torna ad essere strumento, che accompagna i nostri occhi, le nostre mani, nei gesti di osservare tra l'erba e i sassi, di scavare sotto la terra e le foglie, di chiamare quando troviamo qualcosa. Ecco che il cortile sempre pensato banale si rivela habitat ricco di vita e di insegnamenti. Ecco anche che la “distanza tra le generazioni” diventa un argomento lontano e privo di senso (ma perché mai continuiamo a parlarne come se fosse vera?), e ogni umano con naturalezza partecipa per quello che è e che sa, e scopre la potenza grande del fare insieme. E del condividere, non solo le maestre con bambini, ma i nonni con i nipoti, come oggi che esponiamo in una residenza per anziani.
In realtà, si tratta ancora della mia prima e per ora unica mostra fotografica. Senza la potenza e facilità dei mezzi digitali non sarei mai riuscito a realizzarla. Videocamere che basta avvicinarsi e tenere il polso saldo; macchine fotografiche che puoi provare e riprovare, sbagliare quanto vuoi a costo zero; software di fotoritocco che rendono semplicissimo tagliare le immagini e consentono anche ai non esperti di correggere all'occorrenza colori, ombre e luci; stampanti con cui puoi fare in casa con qualità professionale (anche se forse portare tutto a un laboratorio, a conti fatti può costare meno!)
Sarà una mia fissa, ma continuo a pensare che leggere il giornale o guardare il film nel tablet sono cose che forse semplificano, ma certo non cambiano la vita; fartelo tu il film, o il giornale, con un montaggio vero, i titoli e gli effetti speciali, o l'impaginazione come i professionisti, e poi pubblicare on line così che senza spendere un euro tutto il mondo ti può vedere e leggere: quello magari sì, può cambiarti la vita! Cioè, oggi praticamente chiunque può fare cose che prima non avrebbe mai fatto. E può – come prima non avrebbe mai potuto – diventare protagonista.
Anche solo guardando le foto e ascoltando come sono state scattate insieme con i bambini, i più giovani questa grande possibilità la intuiscono ( e poi ci sono i video, le voci dalle uscite, c'è in rete il Museo Virtuale dei Piccoli Animali, realizzato con il contributo di bambini di tutto il mondo). Vediamo adesso, di questa mostra“Concittadini Inaspettati”, cosa diranno i nonni?

Si inaugura a Brescia, nella residenza Villa Elisa, via S.Polo 2, domani sabato 16 alle ore 11, e resta esposta fino a domenica 21 ottobre.

venerdì 7 settembre 2012

Mirko and the Mantis

I'd got to ask a lot of things to Mirko, 7.5 years old. He and his her mother sent me 15 amazing shots of a Praying Mantis, taken a few days ago.
I'm going to put some of them into the Virtual Museum of Small Animals, but I'm also thinking about something like a story, that would be interesting to put on line, with the pictures, some written notes, and why not also Mirko's voice telling about his meeting with the insect.
Many people do not know, but today it can be very easy for anyone, technically, to obtain astonishing images using just our usual, cheap, “low level” devices. I read in the “properties” of the files that the mantis was shot with an “old” Nikon L16, that does not even have a “super”, but only an “ordinary” macro lens! It's above all a question of passion, patience, and will to try it!

I was thinking... too many times the “progress of technology” is only intended by the “common sense” as an easier and smarter way to deal with the same contents of ever, to “consume” data, information as before (reading the paper and to watching television on the cell, for instance).
But it is also very important, especially for teachers and educators (who are responsible for the young), to be aware that, in times when we are filling schools with interactive boards and digital tablets, many of the contents we manage in those devices, are not only to be taken from others, to be bought. But that students and we all can directly produce them: still and moving pictures, sounds, as well as multimedia (that are pictures, sound and text put together) with a good level of quality.
Mirko's mantis, also, help all of us to understand this simple, vital thing, to grow active citizens in the information society.
Bravo Mirko!

martedì 19 giugno 2012

E i bambini scoprono una mosca rosa!


L'anno scorso, sul web aveva fatto scalpore le cavallette rosa scoperte da bambini in Inghilterra. E scienziati avevano disquisito di bizzarre mutazioni, anomalie genetiche.
Anche ai nostri bambini è successo, poco più di un mese fa, durante le esplorazioni nel cortile della scuola, di incontrare una mosca rosa. E' capitato alla quarta elementare della scuola Tiboni di Brescia. Mi hanno chiamato e, nel ritrarla così immobile com'era sul tronco di un albero, sembrava quasi uno di quegli insetti morti che rimangono appiccicati ai rami o alla foglie, lentamente assumendo colori bizzarri e irreali, dovuti al sole, alle intemperie, a eventuali microorganismi che li aggrediscono... Macché! A un certo punto quella si è stancata di stare in posa ed è volata via!
Poi magari non è una mosca mutante, anche se vista ingrandita, proiettata gigante fa abbastanza impressione. Ma forse lei è normale e ha sorpreso solo la nostra ignoranza. E per questo da questo piccolo blog chiediamo ora aiuto agli esperti!

domenica 22 aprile 2012

Il ragno, la formica, la videocamera


Se ci si si pensa, è abbastanza bizzarro che nei libri sugli insetti pubblicati anche di recente, l'accessorio consigliato per osservarli dal vivo da vicino sia ancora la lente di ingrandimento, che si parli di fotografia come un passo tutto sommato successivo e un po' “professionale”, e che non si accenni minimamente all'uso possibile della videocamera. Cioè: anche tutti quei discorsi tecnici su luce, messa a fuoco, immagini mosse, con le videocamere amatoriali neanche si pongono: basta andare vicino e riprendere! E il risultato è molto spesso strabiliante, che solo 15 anni fa ci volevano attrezzature da Microcosmos!
Come la tecnologia non cambia la nostra vita! Nel senso che un approccio così normale. che apre in un attimo orizzonti e interessi, senza fatica, così come si guarda e si immagina, non entra nella testa di un sacco di gente, inclusi molti tra quelli che si riempiono la bocca di discorsi “2.0” (a proposito, ma quanti sanno che cosa vuol dire?).

In realtà è semplicissimo. Siamo usciti l'altro giorno con i bambini di prima elementare a cercare i piccoli animali nel giardino della scuola. I bambini trovavano, Paolo e la maestra inquadravano con macchina fotografica e videocamera, e tutti osservavamo in anteprima nei display LCD (molto meglio che una lente di ingrandimento!) le immagini che poi ieri abbiamo rivisto enormi, proiettate su uno schermo. Nel computer ci sono anche le figure di tante altre uscite di tanti altri bambini, così che possiamo osservare anche da altri punti di vista gli stessi ragni e insetti, o altri simili. Mentre guardiamo col visualizzatore di immagini del pc, ingrandiamo e vediamo benissimo particolari che sembrano incredibili: gli occhi, i peli, le antenne corte, le ventose sulle punta dei “piedi” del moscone; la zampe quasi trasparenti e il disegno geometrico sul dorso del ragno che a occhio nudo pareva piccolo e insignificante. Dalle riprese video, le “conversazioni” tra le formiche, quando si incontrano e parlano tra loro con le antenne.
I bambini intanto disegnano. Dovrebbero solo accennare, per poi fare meglio e colorare, mentre passiamo velocemente da una immagine all'altra, ma alcuni sono rapidissimi e già inseriscono con precisione i particolari, con un qualità sorprendente: “Fammi rivedere il ragno, fammi guardare di nuovo le zampe della formica!”
Riprenderemo qui il discorso, parleremo di come con naturalezza e proprietà entrano poi in gioco i libri e la rete. Ma intanto una bambina ha ritagliato il suo disegno, viene da me e me lo regala. Altri fanno lo stesso, ritagliando e incollando. Per esempio la formica, che noi avevamo osservato su un muro, è stata incollata sopra un un pezzo di prato. Bellissimi!