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lunedì 4 aprile 2016

Ebook "Mosche", scaricabile gratis!

Oggi apre la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna. Io ci faccio un salto domani e così non corro il rischio di imbattermi nel ministro Franceschini (la cui pagina di attività, mentre scrivo, è ferma a gennaio!)
Lì sarà soprattutto una festa di libri di carta che, soprattutto quelli destinati ai ragazzi, non sono destinati a morire, no, proprio no!
La ragione per cui la seconda edizione del mio libro di fotografia, scienza e poesia Le Mosche esce in formato elettronico non è però solo economica (niente costi di stampa e di distribuzione, dite poco?)
Gli ebook della collana contengono link alla rete, voci di Wikipedia, ma anche qua e là qualche video, collegamenti ipertestuali tra le pagine e altro. Il libro elettronico, specialmente se non è di narrativa, è dinamico e consente operazioni in lettura e in scrittura assolutamente impensabili con un libro di carta. Ma soprattutto, me li sono praticamente fatti da solo, utilizzando le mie fotografie, impaginandolo con un software che cosa pochi euro, ed è evidentemente una cosa che, più o meno bene, possono fare tutti.
Chissà perché, questa cosa che con gli ebook possiamo essere tutti editori, tutto sommato si parla molto poco. Forse perché è un'innovazione, una possibile rivoluzione vera?

Il libro Mosche si può scaricare GRATIS!
A parte le rime che ho scritto, la parte scientifica deriva dal lavoro fatto negli anni con i bambini e tiene conto di quello che a loro piace, che gli interessa e li appassiona, avendo utilizzato la tecnologia in modo attivo e legato all'esperienza delle persone, più che non alle mode del marketing!. Le fotografie sono fatte con macchine assolutamente non professionali (anche questa è un'altra “rivoluzione” a portata di mano e che quindi non dobbiamo conoscere!) e in definitiva, la “lezione” sarebbe che libri come questo o come altri che possono servire, anche per la didattica, le scuole, per esempio, se li possono fare per conto proprio (ecco perché non se ne parla, se si diffondo la voce guai!).

Argomenti troppo complicati e importanti. E allora, ricordando che gli sugli insetti fanno parte di un più complessivo progetto condiviso che finalmente ore sta per diventare grande, Il Museo Virtuale dei Piccoli Animali, chiudo con la filastrocca del moscone, qui ritratto due volte (l'altro con gli occhi verdi è uno splendido tafano!) che nel libro sta a pagina 6.

Tante volte lo incontro nero e grosso
ronzare rumoroso a più non posso
picchiare la finestra contro il vetro
perché non sa che non si passa dietro.
Non pensavo guardando da vicino
di scoprire un moscone juventino!
È a strisce e a quadretti bianchi e neri
ha gli occhi rossi che non paion veri
i peli dritti sulla groppa e il sedere
che cosa mai mi tocca di vedere!
Eppure anche lui in fondo ha un cuore
quando tranquillo si posa su un fiore.


sabato 18 ottobre 2014

Il Museo Virtuale dei Piccoli Animali cambia casa!

Si chiamava “Visible children” ed era un bel progetto! Contro la “sindrome del bambino trasparente” che affligge l’infanzia di oggi.
Oggi Jacopo Michieli ha rimesso in piedi alla grande le attività presso la storica sede della Gracchia, mentre io sono alle prese con il problema se riusciamo a far partire veramente e finalmente, urbi et orbi, l’idea ambiziosa lanciata da Giovanni Lariccia di Impariamo a Imparare.
The Children’s Virtual Museum of Small Animals stava nello spazio web di “Visible children”, referenza on line a suo tempo solo nostra e che oggi rimanda ad imprese altrui.
Morire per rinascere: un mito antico! Non rinnovare un dominio, e ricominciare da capo la faticosa scalata verso la visibilità on line!

In realtà, per l’ennesima volta, il Museo si sta rinnovando completamente, a cominciare dalle questioni tecniche (“gallerie” Java piuttosto che Flash, così che si vedono anche sui tablet e permettono di scaricare le immagini), fino all’ennesimo tentativo, appoggiandosi questa volta a un progetto molto più ampio e collettivo, di far decollare quella partecipazione globale di persone e di scuole che finora è stata in realtà solo episodica e accennata (pur con momenti alti, come la pubblicazione in America con la Scuola che Funziona).

Anche per questo, forse non è un gran male “rinascere”, ricominciare.
Il nuovo indirizzo ricorda nel nome il mio blog professionale fantasma, e attorno a cui avevo poi organizzato una serie di attività che pure sono da riprendere.
Nel frattempo,  ho pubblicato ebook tematici con le edizioni Mammeonline (dai, costano poco, comprateli!), e mi sono anche deciso ad attivare il mio spazio da fotografo sul web, che per un annetto era rimasto lì vuoto, in un contesto in cui si ritrovano risorse di immagini inimmaginabili, spesso di altissima qualità, che si rivelano utilissime, per esempio immettendo nella casella di ricerca nomi di ordini, famiglie, specie di insetti, al lavoro sempre necessario di confronto e verifica per capire, conoscere, identificare. Li potete trovare la fotografia che correda a questo articolo, (pure pubblicata nel Museo), che sta con altre in un ancora piccolo ma comunque incoraggiante album delle mosche!

venerdì 27 dicembre 2013

Le linguacce della moschina

Non è solo che ci sto lavorando e pubblicando ebook, ma questa storia di cercare, fotografare, filmare gli insetti insieme con i bambini ha anche un forte valore diciamo pure “simbolico” generale. Intanto, è la verifica non in base a teorie astratte, statistiche o postulati, ma nel vivo di esperienze concrete che si ripetono ogni giorno, che i bambini dell'anno 2013 si entusiasmano con cavallette, ragni e lucertole esattamente come i loro padri e i loro nonni quando erano bambini!
Ma quanti insetti trovano!” è il commento meravigliato della maestra. E anche questa è una conferma: si raduna più materiale in mezz'ora sguinzagliando i bambini, che in settimane di preparazione prima da parte dell'insegnante. Il gruppo di bambini ci mette quel qualcosa in più che aiuta anche l'adulto a vedere, a muoversi meglio. Qualcuno magari annuncerebbe la nascita di una generazioni di “nativi entomologi”!

Piccolo trucco di accelerazione prima. La stessa maestra, anche se c'è qualche rischio di pioggia, consiglia la collega di non uscire subito, ma di passare prima la mezz'oretta prevista a vedere ingranditi nella proiezione le foto e i video degli animaletti scoperti da altri gruppi di bambini. Perché è una cosa che motiva, che dà la carica. Dopo aver visto le immagini che si possono ottenere (e ascoltato nelle voci l'emozione e la gioia dei loro coetanei), i bambini uscendo non hanno esitazioni e sanno già istintivamente cosa fare e dove indirizzare gli obiettivi di macchine fotografiche e videocamere.

Se avessi un qualche interesse personale o mi piacesse giocare con i luoghi comuni, le generalizzazioni, le deduzioni che a comando e secondo convenienza trasformano il particolare occasionale nel tutto generale, potrei coniare una nuova definizione, che magari acchiappa, tipo: nativi esploratori, nativi documentaristi, nativi fotografi!
Preferisco invece continuare a usare una parola molto più semplice e vera: bambini! E insieme con loro divertirmi e stupire della moschina in abito da vespa, che gira la testa, mi guarda e fa una linguaccia!

venerdì 13 settembre 2013

Il coleottero d'oro e il pc perduto!

Sto lavorando a una serie di ebook per bambini sui piccoli animali, di fotografia, scienza e poesia. Il primo già uscito è sulle mosche, e altri sono presto in arrivo. Sto ragionando su classificazioni, riconoscimento di specie e famiglie, e su come presentare il tutto in modo interessante, accessibile, divertente, da far venire voglia anche a chi legge di esplorare, cercare, fotografare.
La mia amica Sara dall'Argentina mi manda via rete la foto di un insetto assolutamente incredibile, che sembra l'opera di un gioielliere, di vetro e oro

E' fantastico come, attraverso gli strumenti digitali, siamo oggi in grado di approfondire il rapporto che abbiamo con la natura e di condividere esperienze e conoscenze: la fotografia macro alla portata di tutti, la ricerca sul web per confronti istantanei che ci possono aiutare a riconoscere famiglie e specie, fino all'incredibile (almeno fino a pochi anni fa) possibilità di farci praticamente da soli il libro, pubblicarlo, offrirlo gratis oppure venderlo in rete!

Mi arrivano per email le pubblicità degli ultimi "personal computer" da tavolo proposti dal mercato, esteticamente sempre più curati e funzionalmente sempre più orientati al piatto consumo di contenuti prodotti da altri: tolgono i lettori di dischi ottici, limitano le interfacce per comunicare con eventuali periferiche fisiche esterne, ti obbligano a stare sempre connesso, legato a filo doppio ai provider dei vari cloud!
In tempi di smarphone dallo schermo enorme, di tablet e di portatili perfetti per connettersi e per seguire in diretta tutti i trend del barnum tecnologico, io mi immaginavo che se uno sceglie ancora un pc da tavolo, capissero che non necessariamente lo fa per affollarsi con la famiglia attorno a un touch screen!
A me per esempio – per il mio lavoro, per la mia età, ma anche perché credo che sia culturalmente criminale buttare via 40 anni di produzioni audio, video, multimediali, serve ancora vedere o rielaborare DVD e CD ROM, digitalizzare vecchi video o musiche da antiche cassette, collegarmi a un altro monitor o a un impianto di amplificazione con qualcosa che non sia solo un cavo HDMI!

E non mi dite che uno certe cose se vuole "le può aggiungere". Se non ti danno l'occasione di giocare con lo strumento, non ti viene voglia! Se nessuno ti fa vedere come viene bello in fotografia non solo lo scarabeo d'oro, ma anche il moscone che riposa su una foglia, non ti verrà mai in mente di provarci tu con la macchina fotografica, o col telefonino, a fare un libro sugli insetti!
Umori ambivalenti...

Per intanto ringrazio la mia amica Sara, perché non sapevo della Charidotella sexpunctata, l'insetto di vetro e oro!

sabato 10 agosto 2013

Le api, le rose, il video e gli ebook

Avevo girato al margine di una gita con i bambini di una scuola elementare di Brescia. Si sentono le loro voci, mentre io seguo in disparte le api al lavoro sulle rose selvatiche.
Uso una macchina fotografica compatta di fascia alta (cosiddetta bridge”, quelle che passano con disinvoltura dal grandangolo spinto al super zoom!), in grado di girare video in full HD. Le immagini non sono niente male, mentre il sonoro è un piccolo disastro, col rumore del motore dello zoom (anche se io mi guardavo bene dal non toccarlo) che a tratti entra prepotente e fastidioso nel video. Se non fosse per il vantaggio non indifferente del super macro, che consente di stare proprio addosso a un soggetto piccolo come un'ape, con i risultati che si vedono, per riprese diciamo “normali” è molto meglio il telefonino!


Bees-Roses from Paolo Beneventi on Vimeo.

Viene da riflettere, dal punto di vista degli strumenti. Per chi non può permettersi una fotocamera reflex ben accessoriata,succede che le videocamere che una volta venivano dette prosumer, unici attrezzi che consentono qualità buona a costi contenuti, stanno letteralmente sparendo dai negozi, a sancire una separazione netta tra il “professionale” e l'”amatoriale”, del tutto priva di senso dal punto di vista tecnico e assolutamente nefasta da quello culturale. Con buona pace degli entusiasti della rivoluzione “digitale”, siamo ormai in piena regressione, con “innovazioni” bruciate ogni sei mesi e le migliori risorse hardware e software a basso costo viste in questi anni perdute forse per sempre, per un pubblico anche non necessariamente sprovveduto, ma che non ha avuto nemmeno il tempo e il modo di conoscerle, per eventualmente poter scegliere!
Il tempo e i modi per invertire la rotta ci sarebbe, a patto che qualcuno si renda finalmente conto del problema!
Intanto, dalle mie foto di piccoli animali, assolutamente amatoriali e scattate tutte in luce naturale, spesso con bambini vocianti e curiosi intorno che mi fanno scappare gli insetti appena possono, con la casa editrice Mammeonline stiamo ricavando una serie di ebook. Non solo immagini e indicazioni scientifiche, ma tante filastrocche, che dovrebbero rendere l'approccio ai bambini (e non solo) più divertente e interessante. Il primo è già on line e parla di Mosche!