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sabato 28 settembre 2019

Una app per fare, insieme, globalmente

ENO Tree Planting è una rete mondiale di scuole e gruppi che agiscono per uno sviluppo sostenibile del Pianeta e, molto concretamente, piantano alberi.

Si discute molto in questi giorni dei Fridays for Future e, a parte certi attacchi isterici all’indirizzo di Greta Thumberg che personalmente trovo pazzeschi, ritengo che non spetti a un movimento di massa dare le risposte concrete a ogni problema ma, attraverso idee, suggestioni, manifestazioni, stimolare i governi, la politica e la società civile a pensare, programmare, agire.
Pretendere però che la politica fornisca tutte le soluzioni (e poi rifiutarla se non lo fa) è uno dei grossi equivoci delle nostre democrazie malate, corrotte dall’individualismo esasperato e dal rifiuto delle responsabilità. Come diceva il poeta, “libertà è partecipazione”, e solo con un impegno complessivo dei cittadini, a tutti i livelli, si può andare oltre le contrapposizioni, le risse, la ricerca ossessiva di un qualche “nemico” da combattere come risposta bassa e di pancia alla sfiducia e frustrazione di massa.

Internet, il Web, sono oggi uno strumento formidabile di partecipazione a livello globale, la cui forza ancora ai più sfugge, dispersa e confusa nella inconcludente partecipazione ai social network commerciali e nel consumo esagerato di app-protesi che, più che semplificare la vita, ci rendono dipendenti anche per le cose più banali.


La app EniviRate è uno strumento d’azione.
Serve per segnalare le proprie iniziative virtuose, come piantare alberi, pulire il territorio, ma anche per denunciare istantaneamente le cose che non vanno di cui veniamo a conoscenza, come il taglio delle foreste, il versamento di liquami nocivi.
Cioè, oggi noi possiamo non aspettare più che qualcun altro predisponga un servizio generale di sorveglianza del territorio (per cui mancano comunque le risorse), ma direttamente, grazie a una organizzazione di base relativamente semplice e l’uso attivo della rete su una piattaforma efficiente, la sorveglianza del territorio possiamo farla noi. E chiamare le autorità e i tecnici quando effettivamente servono, non solo, ma segnalare subito a un pubblico potenzialmente illimitato, in tutto il mondo, eventuali ritardi e inadempienze.
Con i dati raccolti, (l’applicazione) produce una misurazione in tempo reale della percezione che la gente ha della qualità dell’ambiente. Questa mappa viva del riscaldamento globale è aggiornata in tempo reale”.
In un PDF si possono vedere dettagliate "istruzioni perl'uso". 
"Usa i tuoi tre sensi - GUARDA, ASCOLTA e RESPIRA - per valutare l'ambiente".

Questo può essere l’immenso potere della rete, altro che ordinare la pizza col telefonino o spettegolare su Facebook!

In diversi modi, sono molti oggi i siti web e i software per dispositivi mobili che propongono e rendono possibile la condivisione di esperienze e punti di vista di base.
Una buona organizzazione e un coordinamento efficace consentono non solo di insegnarci l’un l’altro, da una capo all’altro del mondo, come si chiamano la pianta o l’insetto che abbiamo appena incontrato ma anche, con un po’ di lavoro più ma nemmeno tanto, di farci, per esempio, “in casa” la street view del nostro territorio! E possiamo subito sperimentare dal vivo la potenziale forza immensa, culturale, di informazione e anche politica che potremmo avere se, invece  di consumare soltanto la tecnologia individualmente, o subirla e adeguarci passivamente, incominciassimo a usarla insieme, per applicazioni le più svariate il cui limite sta soltanto nella nostra immaginazione e voglia di fare.
Oltre un consumismo devastante che, con uno spreco colossale di risorse, imbriglia e frena la tecnologia del 2020 dentro schemi mentali dei primi anni Sessanta del secolo scorso (ogni tanto qui mi ripeto, ma il modello popolare, quello che fa vendere di più, si basa più o meno sui cartoni animati deiPronipoti”!) si spalancano spiragli potenzialmente entusiasmanti di cittadinanza attiva. Dovessero affermarsi in una parte consistente della società, sarebbe un gran bene per la qualità della vita di tutti noi tutti e per l’intero Pianeta.


Per maggiori informazioni sul progetto ENO:
https://www.enoprogramme.org/
https://wssc.enoprogramme.org/
http://www.lascatoladelleesperienze.it/eno/
https://www.facebook.com/EnoItaly/

Mail della coordinatrice nazionale ENO per l'Italia Linda I.L.Giannini
email italy@enoprogramme.org

martedì 13 maggio 2014

Raccontiamoci le favole, educazione ambientale: il video

Ieri lunedì 12 maggio, alla fiera di Padova, durante la Settimanadell’ambiente, presso lo spazio della Regione Veneto è stato proiettato il video Raccontiamoci le favole. Rispetto all’omonimo libro, prodotto da ARPAV, nella copertina del DVD è stato cambiato il sottotitolo: da “Raccolta di favole sull’ambiente” a “Esperienze e scoperte dei bambini”.
Non è una differenza da poco, perché questa volta abbiamo fatto una cosa che spesso non si fa. Cioè, oltre che fornire una pubblicazione con giochi, favole, esercizi, filastrocche, esperimenti, percorsi didattici, siamo andati anche a vedere nelle scuole che cosa succede, come si sono attivate su quei temi le maestre e, soprattutto, come rispondono i bambini. Abbiamo usato il mezzo video per osservare, stimolare, capire, e i bambini della scuola dell’infanzia e del primo ciclo elementare sono diventati loro i protagonisti, davanti ma anche dietro alla videocamera. Hanno giocato, raccontato, immaginato, imparato, si sono emozionati. Si sono anche intervistati a vicenda, a tratti osservandosi negli schermi, protagonisti immediati di una produzione di buona qualità, come i mezzi tecnici di oggi agevolmente consentono, utilizzando la “cultura latente” di noi tutti, popolo televisivo, per convertirla dal consumo passivo in un processo attivo di comunicazione consapevole.
Con il coordinamento del settore Ambiente della Provincia di Treviso e di Edumecom (Centro di Eccellenza per l’Educazione ai Media e alla Comunicazione), tra dicembre e marzo sono entrato in 21 scuole, portando stimoli tratti dalla pubblicazione ARPAV e dalla mia esperienza di animatore ed educatoreambientale, e cercando di far entrare nel video quello che succedeva, con il mezzo “televisione” che raccontava da dentro!
I bambini sono belli, vivi, interessanti, comunicano, e anche ci insegnano, perché il processo educativo non si svolge mai a senso unico, ma è il frutto dell’interazione, della collaborazione tra le persone, e tanto più è efficace quanto più i partecipanti si mettono in gioco. E per i bambini di 5 anni - è intuitivo -mettersi in gioco è semplice e naturale…
Così, bambini e adulti che collaborano, usando il corpo, i materiali, la natura, la tecnologia, con naturalezza, e ci raccontano di ambiente: Acqua, Aria, Biodiversità e natura, Rifiuti, Terra e paesaggio, Suoni e rumori… 

sabato 5 aprile 2014

Il lato semplice delle cose

Sarà che ho appena finito di girare per due mesi come una trottola tra una ventina di scuole dell'infanzia sparse per tutto il Veneto ed è stato bellissimo, ma sento il bisogno di dirlo e di ripeterlo forte: è principalmente osservando e ascoltando i bambini che un educatore impara le cose; sono loro che ci insegnano!

Dato che in passato mi capitato di scrivere, credo anche abbastanza benino, su questi argomenti, riprendo allora alcuni passi dal mio libro del 2009 I bambini e l'ambiente: pagina 31 e 32:

«Autunno. Grigio e nebbioso. Nel giardino della scuola materna l’umidità è forte, punge, la si sente nelle ossa. Un vento gelido scuote le foglie già rade sui rami. Domanda: «Perché tremano le foglie?».
Risposta dei bambini: «Perché hanno freddo!».
Assimilazione, accomodamento, somiglianze, analogie, relazioni.
E forte coinvolgimento affettivo, che aiuta a fissare nella memoria cose che restano, trasformando i dati dei sensi e della cultura attraverso la propria partecipazione attiva ed emotiva di bambini. «Spiegato» a due gruppi diversi, in condizioni diverse, lo stesso giardino, anche per l’adulto che lo «spiega», non sarà lo stesso! E la trasmissione non avverrà a senso unico, perché i bambini, se motivati, amano dire la loro, descrivere con parole, azioni, emozioni la propria conoscenza in atto e, grazie al loro pensiero non ancora strutturato, facilmente si avvicinano alla realtà da punti di vista originali ed efficaci, individuando spesso il "lato semplice".
La bambina di seconda elementare osserva le foglie del gingko e capisce subito che si tratta di un albero "strano". Dice che non sono come quelle degli altri alberi, sono spesse, "assomigliano
a un fungo"...
Per chi non lo sapesse, il gingko è una pianta di cui per lungo tempo si erano conosciuti solo resti fossili: una gimnosperma come le conifere ma a foglie larghe, e comunque ritenuta irrimediabilmente estinta. Poi, come in un racconto fantastico di dinosauri, in una valle remota della Cina ne sono stati trovati esemplari viventi....

Bambini di seconda elementare osservano il cigno che strappa i ciuffi d’erba dalla riva dello stagno e poi li immerge nell'acqua, prima di ingoiarli. Descrivono:
"Prima becca l’erba e poi la bagna!".
"Mangia l’erba morbida!".
Proprio il contrario di quel "sapere" fatto di definizioni esatte, eventualmente già scritte in qualche manuale, o peggio "indovinabili" anche a casaccio (risposta a, b o c?). O di quel girare pedante intorno alle cose che, tra analisi e precisazioni, perde di vista l’insieme.

Bruno Munari, grande maestro nell'individuare il lato semplice delle cose, aveva suggerito per gli alberi l’idea forte della ramificazione: da un ramo più grosso se ne originano sempre due più piccoli, e via così, a piacere. Idea utile non solo per disegnare qualsiasi albero, ma per pensarlo, immaginarlo, capirlo».